La Chiesa

Attraversando il “Ponte dei Preti”, sul fiume Tenza, si accede alla Galleria del Soccorpodella Basilica Cattedrale realizzata durante la feudalità dei Principi di Monaco. I fianchi dell’invaso sono affrescati con le figure dei Santi tutelari della Città di Campagna, sui quali si aprono, frontalmente, gli ingressi della Collegiata di S. Maria della Pace sulla sinistra, e della Chiesa di S. Maria del Carmelo o de Monte dei Morti sulla destra; entrambe sono impreziosite da due portali architravati lapidei rinascimentali, con cornici decorate da modanate rose multiformi alternate da fusaiole, sostenuti da stipiti lesenati, opera di scalpellini locali e di Carrara. Dopo la prima pedata si entra nella chiesa a navata unica del Monte dei Morti, oratorio della confraternita. Posta sotto la tutela della Madonna del Carmelo la cui statua, ammantata da preziosi ricami in oro (XVIII sec.), è situata dirimpetto all’ingresso, in una nicchia composta da stucchi del tardo barocco con due volute, inframmezzate da cherubini, sostenute da colonne quadrangolari rastremate alla base e decorate con motivi floreali; l’altare in marmo bruno, intarsiato in policromi (XVIII sec.), è proveniente dal soppresso Convento dei Cappuccini ed ivi trasferito agli inizi del XX secolo. Ai fianchi dell’altare maggiore sono stati sistemati (XIX sec.) altri due altari in fabbrica, panciuti e stucchati, su cui sono collocate due teche: a destra con la statua di S. Bernardino da Siena, da recenti studi sappiamo che la statua è stata scolpita dal napoletano Nunzio Maresca nel 1603. (M. Ulino, Una confraternita viva dal XIII secolo. S. Maria della Neve della città di Campagna (13 dicembre 1258), Studi & Ricerche, Campagna -Sa-, p. 25.), patrono minore della città a seguito della sua visita avvenuta nel 1440, a sinistra con quella di S. Rocco (XVII sec.), compatrono dopo la peste del 1656. I sedili in legno a schiera -opera di Mariano Cuocolo-, sono a posto unico separati da braccioli, addossati alle pareti, con gli schienali decorati da paraste scanalate, con capitelli corinzi (asportati furtivamente), le cornici sorreggono coppe alternate da busti in carta pesta delle Anime del Purgatorio. I sedili, in coro, sono inframezzati dall’uscita, sovrastata dall’organo sostenuto da colonne circolari in legno, realizzato nel XVIII secolo e ritinteggiato nel secolo seguente. Il transetto di sinistra funge da Cappella della Pietà e gli stucchi dell’altare ricalcano quelli del maggiore, tra le colonne, su un pannello, è effigiata Maria con il Corpo esanime di Cristo dinanzi al Calvario, opera recente che ha sostituito una tela tematica del sec. XVII (?) in attesa di restauro. Nell’altro transetto -precedentemente destinato a cappella-, sul cui fondo si aprono due finestroni, uno circolare soprastante l’altro rettangolare, danno luce diretta alle vetrine di arredi sacri e alla scala della cripta, il cimitero dismesso a seguito delle leggi napoleoniche; le porte all’interno del medesimo transetto danno l’accesso a destra al deposito e a sinistra alla Sacrestia. Nella Sacrestia: un grande armadio, con ante e cassettoni, reca incisi motivi a volute e sul tutto l’immagine dell’Eterno Padre (del XVI secolo e di provenienza ignota), entro cui si conservano gli arredi sacri per il culto, le vesti e le insegne dei confratelli; l’inginocchiatoio, un vero gioiello, ricalca lo stile degli stucchi e dell’armadio; l’Archivio conserva manoscritti e libri a stampa di messali (XVIII sec.) con copertine finemente borchiate; sotto la finestra è invece collocato un lavabo in pietra del 1771; la scala a chiocciola permette di salire in una camera, destinata ad una sezione del museo di arredi e paramenti dal XVII al XX secolo, attraverso la quale si accede all’organo. Il cimitero in realtà si sviluppa sotto tutto il perimetro e in camere chiuse nel lato destro della chiesa, ma è visitabile solo la parte precedentemente indicata, alla quale si accede scendendo le scale che conducono in una saletta piuttosto angusta con il soffitto a botte, attorniata da seggiolini in fabbrica di malta, utilizzati per adagiarvi i cadaveri vestiti; le seggiole, come si può notare, hanno alla loro base dei fori che permettono ai residui organici dei defunti di defluire in canaletti di scolo, prima di essere puliti e definitivamente riposti ordinatamente su cataste di ossa e di teschi; questo scenario visibile in un ambiente attiguo, ancora più ristretto, che oltre a preservare i seggiolini, attraverso una finestra è possibile osservare le ossa riposte in quel luogo, per il riposo eterno. Le anime dei defunti e gli animi dei vivi, però, sono rivolte al Cielo azzurro della chiesa, sorretto da paraste, a colonna quadra bordate color vinaccia, alla base delle volte decorate nel ‘700 da stucchi bianchi che inquadrano: lo Spirito Santo; l’ideogramma dell’Ave Maria coronato e contornato da festoni floreali e cherubini; il terzo riquadro riproduce il Monte Carmelo, composto da una croce, contornata da cherubini, avente alla base un teschio, mentre dalla punta fuoriescono le anime nel Purgatorio, alle cui penitenze non sfuggono neanche alti prelati. Nei medaglioni sono riconoscibili i simboli del Cuore di Gesù frontale al Cuore di Maria, la Chiesa Militante e i Martiri della Chiesa, il Tempo della Vita e la Vita dopo la Morte. I grandi riquadri sulle pareti e nelle volte della chiesa sono decorati monocromaticamente di bianco su ocra, indicando che all’interno giunge la Luce e la Grazia di Dio. (testi di Maurizio Ulino – Campagna, giugno 2000)

La Chiesa.

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